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BLOG e BLOGGER con il bollino blu

Il dibattito sull'accuratezza e veridicità delle informazioni veicolate da blog e bloggers sembra stia per fare un salto qualità con la proposta di istituire un bollino blu da assegnare ai blog.

Promotore di questa iniziativa è Luca De Biase, fondatore della Fondazione Ahref di Trento, che per commentare la sua proposta afferma che "le informazioni non accurate circolano dappertutto, non solo su internet, e nessuno può obbligare nessuno a seguire determinati principi” (...) “Noi proponiamo un modo di fare informazione, chi vuole può accettarlo e dichiararlo nel suo spazio web. E’ un valore in più, che noi speriamo si propaghi con un effetto a valanga".

In sostanza il blogger che sposa questa iniziativa deve rilasciare un'auto certificazione dichiarando di assumersi pienamente la responsabilità di quanto pubblicato. Ma non è già previsto dalla legge a livello generale che siamo tutti responsabili per le affermazioni fatte ed eventuali offese recate a terzi?

Accuratezza nella verifica di fonti e dati sono i cardini principali della proposta e dovere di obiettività (concetto assai generico) ed il dovere di pubblicità di eventuali "conflitti di interesse" tra chi scrive e l'argomento trattato, completano la forza dell'assunzione di responsabilità.

Tutto sacrosanto, tutto bello e sui principi di base molti di noi sono daccordo, tanto più che la radice ispiratrice sembra arrivare della guide-line interne di colossi come Reuters, Bloomberg, Newsweek...  Quello però che mi suona poco armonico è la priorità delle cose, oltre al fatto che sono stufo di patenti, bollini e cose simili, ovvero mi chiedo se non sarebbe davvero il caso di pretendere con voce forte, chiara e unita che sia la casta dei giornalisti professionisti per prima a dotarsi di regole deontologiche più severe ed esplicitare in modo chiaro al lettore o all'ascoltatore.

Basta ai giornalisti mere figure di passa veline e dichiarazioni di questo o quel politico o finanziere o tycoon, basta non sapere chi paga il giornalista che sta parlando di una cosa: perchè alla fine di ogni pezzo, o all'inizio, non si indica in modo chiaro oltre alla firma una dicitura del tipo "Questa persona è stipendiato da xxx riconducile a yyy". Tutto alla fine suonerebbe in modo assai diverso...

Le rivoluzioni spesso partono dal basso ma poi devono salire subito "ai piani" alti altrimenti rimangono intelligenti ma inutili lettere di intenti che magari danno 15 minuti di notorietà ad una persona ma nulla più. Personalmente di proclami e slogan sono stufo.

Comunque è un'iniziativa da seguire, sia perchè ha dei fondamenti reali sia per tenere d'occhio che questo non si evolva in una stortura controproducente per libertà di informazione e mina per blog e siti di informazione indipendente.

Domanda finale: il gossip, un prodotto assai richiesto dal pubblico, che fine farebbe in caso di blog con bollino blu?

 

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